Bando alla nostalgia

 

pasqua webship

La tecnologia fa paura.

Se da un lato se ne apprezza il valore perché ci rende la vita più agevole e con meno possibilità di errore, dall’altro si teme la sua prepotenza nella vita di tutti i giorni, nella vita dei nostri figli e nella probabilità che renda gli orizzonti talmente vasti da perdersi.

 

Il timore sacrosanto suscita dal fatto che non possiamo controllare i confini. Ecco che quindi internet può diventare un mezzo eccezionale per accorciare le distanze e creare comunicazione e allo stesso modo una porta aperta su un mondo pericoloso e incontrollabile.

 

Ma è vero?

 

La realtà è forse che per noi, quelli della generazione dei telefoni a gettone, internet è stato una novità così potente che è entrata nella nostra vita che eravamo già quasi adulti e ne abbiamo visto aspetti che secondo noi non saremmo stati in grado di controllare. Ma la generazione che è nata insieme ad internet invece è cosciente perfettamente del mezzo e lo utilizza esattamente come noi utilizzavamo i mezzi che avevamo.

 

Un esempio su tutti gli youtubers.

Quante volte abbiamo ripreso i nostri figli o giudicato i figli di amici perché se ne stanno ore a guardarsi video su youtube? Quante volte abbiamo detto loro che ai nostri tempi era meglio perché le cose si facevano non si subivano, perché si usciva con gli amici non si chattava, perché c’era la tv vero ma anche la radio che diceva cose interessanti?

 

Eppure non ci siamo accorti che loro fanno le stesse identiche cose che abbiamo fatto noi.

 

Ve le ricordate le radio libere?

Quelle nate alla fine degli anni Settanta da un gruppo di ragazzetti che si divertiva a diffondere i dischi e la musica dell’epoca, quelle in cui si parlava di politica, quelle in cui si mettevano in onda scherzi, battute sagaci o meno, programmi in cui ricevevano telefonate in diretta, commenti ecc. E quanto le abbiamo ascoltate? Le radio libere con il tempo hanno fatto network e il passatempo di quei ragazzetti è diventato un lavoro vero e proprio.

 

Ebbene a me viene in mente subito youtube: non è un esempio riscontrabile e parallelo a quello delle radio?

Gli youtubers sono lo stesso gruppo di ragazzetti di un’altra epoca, che utilizza il mezzo, che lo sfrutta per dire ciò che pensa, per fare scherzi, per ricevere commenti, per diffondere musica, e i nostri figli guardano youtube perché è rivolto a loro, come le radio erano rivolte a noi.

 

E non stupiamoci quindi se gli youtubers passano dalla rete alla tv e se fare home video diventa poi un lavoro vero perchè è una cosa che abbiamo già visto accadere in altri contesti.

 

Quindi bando alla nostalgia perché in realtà non è ancora cambiato niente 🙂

 

Buona Pasqua a tutti

 

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